La dimora
Una dimora per rallentare
La casa è del 1878 e per quarant’anni è rimasta chiusa. L’abbiamo aperta di nuovo nel 2019, rifacendo il tetto, recuperando i pavimenti in cotto dove si potevano salvare e rifacendoli uguali dove non si poteva.
Le pareti sono spesse mezzo metro: d’estate dentro si sta freschi anche ad agosto, d’inverno il camino della sala scalda davvero. Abbiamo tenuto le travi a vista e le imposte originali, cambiato tutto il resto — impianti, isolamento, bagni — perché una casa bella e scomoda non è ospitalità.
Attorno ci sono due ettari: l’uliveto sul lato sud, un pezzo di orto che fornisce la colazione da maggio a ottobre, e la terrazza sul retro, che è il posto dove finiscono quasi tutte le sere degli ospiti. La strada più vicina passa a trecento metri e non si sente.
Siamo in quattro camere e non ne apriremo altre. È una scelta: con più ospiti non riusciremmo a sapere come ti chiami, a che ora fai colazione e se il caffè lo vuoi lungo.